domenica 20 maggio 2018

PAJIESE CHE ASPITTE: MICHELA PARISI INTERPRETA UNA POESIA DI ANTONIO VILLANI


Michela Parisi
Disponibile in settimana il CD single "Pajiese che aspette" di Michela Parisi.
"PAJIESE CHE ASPITTE", il brano acustico interpretato da MICHELA PARISI (Video sotto) con i contributi musicali di Ciro Iannacone alla chitarra e Angelo Ciavarella al mandolino, nasce principalmente come poesia vernacolare. Ne è l'Autore il poeta ANTONIO VILLANI che fa parte del sodalizio letterario "La Puteca" e del gruppo sammarchese è tra i più prolifici avendo pubblicato finora un volume di poesie ("Parleme") e molte altre liriche sparse in varie antologie.
Il testo parla, con parole prese in prestito dalla grammatica dolente dell'emigrante, dell'istante in cui egli fa ritorno a casa o lo immagina come in un sogno (<già me sénte ammézu lu chiane/strate e mmugnale eja scègne e nchianà/de ròse e jjaròfene eja addurà>), pregustando la gioia di ritrovare i luoghi a lui cari. Una rinascita spirituale legata all'amore per le proprie radici.
L'idea di farne un testo musicale da associare al tema struggente della lontananza, sempre presente negli strati sommersi della canzone popolare del nostro paese, giunge quasi subito. Musicalmente si adotta un arrangiamento leggero, non invadente, sobrio, con solo chitarra e mandolino acustici e una melodia che risalta la bella voce e il significato profondo delle parole.
La musica è stata scritta da Michele Giuliani (in arte Mikalett) su melodie adeguate alla natura del testo mentre la registrazione si è avvalsa delle indiscitibili competenze professionali di Ciro Iannacone a cui è stato chiesto di collaborare direttamente alla realizzazione dell'opera. La stessa professionalità e disponibilità riscontrate d'altronde sia con Angelo Ciavarella che con Michela Parisi, tutti artisti di valore, a cui ci uniscono, oltre alla passione comune per la buona musica, sopratutto i legami di una profonda amicizia. Va da se che questo brano nasce con l'auspicio di essere apprezzato da tutti i sammarchesi sparsi per il mondo e con l'augurio che possa diventare nel tempo un motivo tradizionale in più nella storia della nostra musica popolare.
Gli interpreti sono tre grandi musicisti che stanno attraversando un momento di particolare stato creativo. Michela Parisi (foto sopra) è reduce, con Ylenia Mangiacotti, - titolari del duo artistico Mikyami - da un importante riconoscimento artistico (il prestigioso Premio della Critica) ottenuto al recente Talent Voice di Foggia (il 10 scorso) con un brano, "Biancospino", di cui sono anche autrici, di una bellezza unica. Il brano fa da apripista ad un Cd di prossima pubblicazione. A questo importante progetto, che in questo momento è l'aspetto più rilevante professionalmente, vanno aggiunti anche il non meno importante contributo che ella fornisce alla musica folk con il gruppo Festa Farina e Folk come voce solista, e la sempre-presente passione per le canzoni di Elisa, a cui riserva sempre un'attenzione particolare.
Ciro Iannacone
Le qualità artistiche di Ciro iannacone sono note a tutti e non soltanto in paese.Partito vent'anni fa sulle note di "Frenetico Cittadino", ancora oggi nel suo repertorio live, - un album dotato di una bellezza compositiva inusuale ancora viva - ,il cantautore ha pubblicato nel corso degli anni altri tre CD tutti più o meno attraversati da una musica solare e avvolgente di grande impatto, con originalità e stile, sopratutto per la purezza del suo tocco cantautorale. Da "Fino a domani" alle suggestioni country di "Il fischio del mio treno" sino all'ultimo episodio discografico "Cin Cin", il cantautore sammarchese ha sempre espresso una buona musica, peraltro magnificamente prodotta, con un gruppo di musicisti sodali attraverso una infinità di concerti e live act di smisurata forza seduttiva (ecco forse un album live - come ho sempre sostenuto - renderebbe perfettibile la giusta collocazioni delle sue canzoni)
Angelo Ciavarella
Angelo Ciavarella è il mandolinista-chitarrista, della formazione folk tradizionale Festa Farina e Folk sin dalla sua fondazione avvenuta più di trent'anni fa su impulso di un gruppo di amici devoti alle origini musicali del proprio paese. Tra questi da ricordare anche Raffaele Nardella, l'instancabile percussionista e cantante, e Leonardo Ianzano, voce solista, considerati il perno su cui ruota l'intera struttura musicale della band. Un gruppo che negli anni ha subito varie trasformazioni e l'avvicendamento di molti altri musicisti che hanno portato innovazione e freschezza nuova, sempre però nel solco di una ortodossia di metodo che non è mai venuta meno. Hanno prodotto due audio cassette e un paio di album originali di notevole spessore compositivo. I lavori analogici, pubblicati negli anni ottanta (FFF e La luna inte lu puzz) sono entrambi impregnati di brani tradizionali di San Marco in Lamis, noti e meno noti, espiantati dal libro di Raffaele Cera "Canti popolari di San Marco in Lamis". che si rivelò in quella occasione autentico pozzo senza fondo per le loro ricerche (oltre a rappresentare la prima sistemazione organica della storia del nostro canto tradizionale) favorendo in paese, e in seguito anche oltre grazie ad una serie di concerti memorabili, la conoscenza delle nostre radici musicali. I CD sono cosa diversa, si tratta infatti di una chiara evoluzione del progetto iniziale poiché vi sono sopratutto brani originali in scaletta scritti dal gruppo al completo. I testi sono composti da Leonardo Ianzano e rivelano una scrittura brillante e sorprendente che diventa un pò il tratto identitario del loro suono. Dall'omonimo primo album pubblicato dieci anni fa al successivo "Terra Rumeja" del 2012 i FFF producono due autentici capolavori che restano fortemente radicati nella storia musical popolare garganica, intessuti di suoni e parole che evocano il nostro passato attraverso tarantelle e canti melodici, raccogliendo molti consensi e non soltanto in paese (vinceranno anche premi importanti in tal senso). Il primo introduce sin dalla copertina (un brigante che prega davanti ad un'edicola) il tema controverso del brigantaggio con tono polemico e ciò lo rende sicuramente più prezioso ; mentre il secondo è prevalentemente musicale anche se non mancano anche qui episodi di grande suggestione.Leonardo Ianzano produrrà anche un album solista (Taranterra mia) senza nulla aggiungere al suo già noto talento compositivo.
Luigi Ciavarella